Il corpo liberato

di Patrizia Varetto

Considerato che l'articolo sul reggiseno vi è tanto piaciuto, torniamo a parlare di biancheria.
Questa volta con l'ambizione di offrire qualche spunto di riflessione sul ruolo del vestiario, intimo e non, rispetto all'immaginario e ai cambiamenti indotti dagli eventi storici sul modo di proporsi. 
Il vero stravolgimento dell'abbigliamento femminile, e in particolare di quello intimo, è avvenuto durante e dopo la Grande Guerra del '15 - '18. Durante la guerra, le donne, a causa dell'assenza degli uomini impegnati in massa nello sforzo bellico, cominciano a occupare posti e a svolgere mansioni prima di esclusivo appannaggio maschile. Da cameriere diventano operaie nell'industria, mandano avanti la campagna, cominciano a guadagnare in modo regolare. Di pari passo cambia il loro immaginario e l'abbigliamento riflette questo mutamento.

Le donne non si riconoscono più nel modello dei secoli passati, che imponeva di seppellire il corpo sotto strati di stoffa rendendolo invisibile e di imprigionarlo dentro busti con stecche di balena.Non solo accorciano le gonne, ma eliminano i capi di biancheria costrittiva. Rispondono in massa al bisogno di liberarsi. Un bisogno che non deriva solo dai nuovi ruoli e dalla maggiore indipendenza conquistata ma anche da una diversa visione della sessualità. E il fenomeno ha una sua spiegazione: il corpo, sottomesso a busti, stecche, fasciature e coperto sino a renderlo invisibile, rispecchia una sessualità che è il traguardo di lunghi corteggiamenti e riti. Liberare il corpo in un periodo drammatico e privo di certezze come quello bellico ha significato esplicitare il bisogno di vivere il corpo attuale, di vivere il momento. O semplicemente di vivere. Capito perché il “come mi vesto” non è una domanda frivola come può apparire?


“Come mi vesto?” è il tema della conversazione che si terrà al Circolo dei lettori di Torino, Via Bogino 9, durante la settimana dedicata alla moda, il 21 marzo alle 18,00.Ne parleranno Patrizia Varetto, autrice di 50 Special- Manuale di resistenza per Cinquantenni (e oltre) con Anna Maria Sbisà, giornalista di moda e costume, ed Enrica Melossi, della Casa Editrice Electa-Mondadori.