Arsenico e vecchi dolcetti

Storie di Città. Accadde a Napoli.
di  Santa di Salvo*

Due reliquie deliziose, Carmela e Angelina. La prima ha 88 anni, la seconda si ferma a 80. La terza della storia, Gilda, è una ragazzina di 62 anni che ha preferito il patteggiamento allo “scuorno” dell’aula giudiziaria. Infine c’è Antonio, anche lui sopra gli 80, che fa Capuozzo di cognome e momentaneamente anche la vittima, nel dibattimento in corso presso l’ottava sezione penale del tribunale di Napoli. Se la vecchiaia è una punizione divina per essere vissuti troppo, questa edificante vicenda dimostra che la si può aggirare tentando di restituire per tempo al padreterno le sue creature.

La storia la racconta al magistrato Carmelina la testimone, stretta nella sua pelliccetta sintetica. E’ lei la confidente delle altre due disinvolte signore (una delle quali sorella del Capuozzo) che avrebbero approfittato di un invito per addormentare con un potente sonnifero nel caffè l’anziano pensionato. Obiettivo non disprezzabile: trentamila euro e passa custoditi in casa. Tra amiche succede, prima si parla dei numeri al lotto poi si finisce per confidarsi i segreti. Quando Capuozzo torna in sé, denuncia sorella e amica, così Carmela si trova suo malgrado a far da teste in aula. Riluttante sì, signor giudice, vorrei vedere lei dopo le minacce che quelle due mi hanno fatto. Non permetterti di testimoniare contro di noi, altrimenti. L’altrimenti si materializza in un succulento babà offerto all’ignara signorina, che lo divora e finisce in ospedale per avvelenamento. E due. Ora Carmelina dice che ha perdonato e amiche come prima. Sarà vero? Immaginate che cosa combineranno queste tre quando avranno affinato questa “tecnica dolce” per eliminare chi ci intralcia la strada.

* Santa di Salvo è stata a lungo caporedattore del quotidiano Il Mattino di Napoli