Il Poltronantropo

Antropologia comparata della specie “maschio”
di Norma Desmond

Ci fu un tempo mitico in cui i centauri erano mezzi uomini e mezzi cavalli e scorrazzavano liberi e selvaggi galoppando e scalpitando. Nel nostro prosaico presente, il centauro esiste ancora, ma in un’altra forma: mezzo uomo e mezzo poltrona.

Un giorno ho interrotto una qualche mia frenetica attività domestica e sono rimasta a contemplare, in silenzio, rapita, la straordinaria installazione iperrealista che non sapevo di possedere. L’opera d’arte era composta di un insieme di televisore-poltrona-marito-telecomando. Il tutto in meraviglioso equilibrio di masse e relazioni.

Soprattutto, immobile. Immobile non solo nella sua componente prevedibilmente e naturalmente statica (poltrona e televisore), ma anche in quella dotata di vita animale, ossia l’essere umano che vi compariva. Il mio stupore nasceva dalla perfetta, statuaria fissità del marito e del telecomando nella sua mano destra, puntato sul televisore ma inoperoso, perché nei minuti in cui ho rimirato l’opera in questione, non ha telecomandato un bel niente: il canale TV è rimasto lo stesso e il volume idem. Ho accarezzato l’idea di vendere l’installazione al MOMA o di esporla alla Biennale di Venezia. Un vero capolavoro.

Anch’io ogni tanto mi spalmo sul divano come uno strato di Nutella sul pane e magari mi ci addormento anche. Ma non sono in grado di raggiungere quella staticità perfetta che richiede anni di duro addestramento, di training autogeno, come le statue viventi imbiancate che si vedono in strade e piazze.



Mi chiedo se l’uomo con cui vivo da decenni non abbia da qualche parte un pulsantino che lo mette in stand by. Eppure, estrapolato dal contesto che ho descritto, manifesta buone attitudini alla dinamica: va in giro, fa sport, è un eccellente bricoleur. Ma ogni volta che prende posto sulla poltrona, vuoi davanti al televisore, vuoi con un libro o un giornale in mano, la natura del poltronantropo ha il sopravvento su quella umana. E ridiventa installazione iperrealista.