L'inversione dell'onere della prova

di Leonetta Soldani

E ha fatto un avveniristico intervento audiodescritto, ossia io gli ho raccontato per telefono la scatola e lui mi ha dato le istruzioni. Tutto è finito bene, anche se ho perso qualche mese di vita. 

Una volta mi sono anche tagliata e cucita un paio di pantaloni, per carità, di cotone e col laccetto in vita, niente haute couture, ma devo confessare che vincere la paura della macchina per cucire mi ha comportato uno stress al quale non ho mai più voluto sottopormi. 
E’ andata bene anche per l’informatica. Smanettando, smanettando, all’80% delle volte, ottengo il risultato, tranquillizzata dal fatto che non esiste un tasto di autodistruzione da premere per sbaglio.Invece, ci sono tante coetanee in senso lato, diciamo ultracinquantenni, che sono intimidite e infastidite dal mezzo. Sostengono di non essere in grado perché non l’hanno mai fatto. Ma se ci si mettono, sono certa che saranno bravissime con PC, smartphone e qualsiasi altra trappoletta elettronica! Il segreto sta nel pensare: ma se ci riescono loro, perché io no?