Due goccie di vomito di balena dietro le orecchie

di Shisha

Notizia pescata in internet: due ritrovamenti su spiagge inglesi, uno nel 2012 e uno lo scorso anno. Due pezzi di roccia giallastra che però puzzavano come il demonio. Che, all’esame di esperti, si è rivelata essere non già roccia, bensì vomito di balena (in realtà, di capodoglio) solidificato, dal valore commerciale di svariate decine di migliaia di euro. Sì, perché il rigurgito indurito del cetaceo altro non è se non l’ambra grigia (quanto suona meglio!), preziosissima come base per la produzione dei profumi. Almeno lo era qualche decina di anni fa, dato che oggi tale base è stata sostituita da sostanze prodotte dalla chimica di sintesi.
La bizzarra presenza di questa sostanza piuttosto repellente nei profumi pour femme si spiega con la sua affinità chimica con il feromone sessuale femminile, quella sostanza prodotta da ghiandole con la funzione di inviare segnali olfattivi ai maschi della specie per attrarli.
I maschi, a loro volta, producono un feromone sessuale per inebriare le femmine. E anche i profumi pour homme usano una base chimicamente affine al feromone maschile. Anche in questo caso, la chimica di sintesi ha sostituito la sostanza naturale un tempo utilizzata, che, quanto a repellenza, aveva poco da invidiare al vomito di balena. Si trattava, infatti, della secrezione perianale dello zibetto, piccolo felino africano, o del prodotto di ghiandole di un cervide del Kashmir, il muschio.
Non so impedirmi di pensare a qualcosa che trovo irresistibilmente comico. Una coppia che si prepara per un appuntamento da cui può nascere qualcosa. Lei in tiro, tacco dodici, maquillage accurato. Lui sbarbato di fresco, camicia stirata. Prima di uscire, lei si mette due gocce di vomito di balena dietro l’orecchio, lui si irrora le guance di secrezione perianale di felino. L’animale che è in noi si nasconde in preziose, costose boccette dai nomi seducenti.