La medicina di genere

di Rita Bordon

Sino a non molto tempo fa la medicina, nel definire patologie e cure, prendeva in considerazione il paradigma “giovane -adulto -maschio -bianco” e anche la sperimentazione dei farmaci avveniva su soggetti con queste caratteristiche. Le donne non erano previste, salvo per i farmaci a loro espressamente destinati.
Solo nel 1988 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha iniziato a sensibilizzare le Società scientifiche affinché dedicassero una maggiore attenzione nel valutare i fattori di rischio per la salute delle donne, con la finalità di prevenire tutte quelle patologie che affliggono in maniera sproporzionata le donne in età avanzata (malattia coronarica, osteoporosi, demenza, ecc.).
Negli anni successivi, questa branca della medicina si è orientata, a vari livelli, verso lo studio delle patologie maschili e femminili non solo per quelle che erano le malattie che interessavano esclusivamente uno o l'altro sesso ma anche per tutte quelle che, in maniera differente e con caratteristiche proprie, colpiscono entrambi i sessi.
Secondo i principi della medicina di genere gli uomini e le donne, in quanto organismi diversi, avrebbero anche diversa sensibilità nei confronti di certe malattie e, soprattutto, risponderebbero in maniera diversa a determinate terapie.
Si tratta di questioni non da poco di cui si è sottovalutata l'importanza: in Italia solo relativamente di recente le donne sono entrate nella sperimentazione dei farmaci anche se nessun ‘bugiardino' dei farmaci prevede dosaggi diversi a seconda del sesso, mentre è noto che, per esempio, determinate sostanze come l'alcool hanno maggiore impatto sul metabolismo femminile che su quello maschile (e non è solo un problema relativo al peso).


Rita Bordon è ginecologa, specialista in senologia, insegnante di yoga ed esperta di medicina ayurvedica

Da segnalare un' iniziativa molto lodevole promossa dall'Osservatorio Nazionale sulla salute delle Donne.
Si tratta del progetto Bollino Rosa rilasciato dall'Osservatorio agli ospedali che offrono servizi orientati alle donne.
Per ottenerlo, gli ospedali devono dimostrare di offrire servizi di rilievo clinico ed epidemiologico per le pazienti, diagnosi e terapie appropriate alle differenze tra maschio e femmina, e tutelare la dignità della donna durante il ricovero.

A oggi sono 224 gli ospedali italiani che hanno ottenuto il Bollino Rosa.
Li trovate sul sito www.ondaosservatorio.it o su www.bollinorosa.it, o telefonando a Bollino Rosa 895 895 0814

Da segnalare anche la nascita della Fondazione Medicina a Misura di Donna promossa dall'Ospedale Sant'Anna di Torino (www.medicinamisuradidonna.it) che promuove molte iniziative da seguire.