Una lancia a favore del caffè

Mentre molti studi ci confortano sulle proprietà della caffeina e di altri componenti attivi del caffè, una ricerca sostenuta da Illy e Lavazza fa sapere che l'arbusto della varietà Arabica, la più pregiata, è a rischio di estinzione nell'arco di una settantina d'anni. 
Perché proprio questa specie? Perché è la più complessa e sensibile ai cambiamenti del clima, nonché quella dotata del numero più alto di cromosomi…
Fortunatamente sembra sia possibile allontanare il pericolo grazie a una maggiore conoscenza dei geni dell'arbusto e a più adatte pratiche agronomiche, facendo in modo che anche i nostri pronipoti possano gustare questa meravigliosa bevanda.

A lungo demonizzato, il caffè è ora completamente riabilitato grazie ai molti effetti positivi sulla salute umana, effetti dovuti non solo alla caffeina, che è presente nella pianta in una percentuale dall'1,3% al 2,5%, ma anche a svariate sostanze antiossidanti che contribuiscono a eliminare i radicali liberi.
Di questa bevanda si è sempre saputo che allontana la sonnolenza e la stanchezza e, in dosi elevate, eccita, mentre le sue ulteriori proprietà sono emerse più tardi. Oggi si sa che il caffè dilata le arterie coronariche e quella renale (mentre restringe quelle cerebrali), aumenta le capacità antiossidanti del sangue, stimola la respirazione, potenzia la capacità di concentrazione, attiva la produzione di bile, favorisce la diuresi, migliora la resistenza dei muscoli. Recenti studi evidenziano altri effetti probabili: una diminuzione dell'incidenza di certi tumori (laringe, utero,fegato), un miglioramento dei sintomi del Parkinson e dell'Alzheimer, una diminuzione di rischio di ictus.Gli effetti temuti, in termini di eccitabilità, insonnia, tachicardia, riguardano solo alcuni individui; ciascuno deve essere in grado di valutare le proprie reazioni e la soglia oltre la quale evitare in spingersi. In linea di massima, 3-4 tazzine al giorno sono ben tollerate da tutti. I consumatori forti (5/6 tazze al giorno) non presentano comunque dipendenza. Quando e se decidono di interrompere l'assunzione, l'unico sintomo può essere una leggera emicrania di breve durata.
In ogni caso, a seconda del metabolismo individuale, l'effetto del caffè si esaurisce mediamente nell'arco di 4 ore, mentre l'effetto massimo in termini di stato di vigilanza è raggiunto nell'arco di 45 minuti dall'assunzione.